Il percorso


La via Francigena

L'Itinerario di Sigerico è la relazione di viaggio più antica in riferimento alla Via Francigena o Romea, il percorso di pellegrinaggio che da Canterbury portava a Roma e che costituiva già in epoca medioevale una delle più importanti vie di comunicazione europee.

L'itinerario iniziò ad affermarsi quando il re longobardo Rotari, a seguito della conquista della costa ligure denominata Marictima e della fortezza della Cisa, stabilì una via principale di comunicazione, che successivamente con Sigerico, arcivescovo di Canterbury, divenne nota come la “via Francigena di monte Bardone”. L'arteria divenne l'asse delle successive comunicazioni logistiche militari per il sud della penisola italica.

L'itinerario fu compiuto nel 990 da Sigerico, di ritorno da Roma dove aveva ricevuto il Pallio dalle mani del Papa. L'arcivescovo inglese descrive le 79 tappe del suo itinerario verso Canterbury, annotandole in un diario. La descrizione del percorso è assai precisa anche per ciò che riguarda i punti di sosta. Le informazioni contenute nella cronaca di Sigerico sono molto utili per stabilire quale fosse il tracciato originario della Francigena.

La Comunità Europea ha adottato l'itinerario di Sigerico, giunto fino a noi in un prezioso manoscritto conservato presso la British Library di Londra, come itinerario ufficiale del Cammino per Roma. La Via Francigena ufficiale è dunque quella documentata da Sigerico nel X secolo.

Sigerico impiegò 79 giorni a percorrere, perlopiù a piedi, tutti i 1.600 chilometri del tragitto. La percorrenza media di viaggio fu quindi di 20 km circa al giorno.
La ricostruzione dell'itinerario ha individuato le 80 tappe del resoconto di Sigerico, in varie località di Italia, Svizzera, Francia e Inghilterra.

mappa della via Francigena


In Val d'Orcia le tappe ufficiali sono 4:

  • Torrenieri - Montalcino (Turreiner)
  • San Quirico d'Orcia (Sce Quiric)
  • Gallina - Castiglione d'Orcia (Abricula - Le Briccole, antico ospitale)
  • Radicofani (Sce Petir in Pail - Chiesa di San Pietro Apostolo)
Percorsi:

1 = via Cassia
2 = percorso più breve
3 = via Spedaletto
4 = percorso ufficiale

Dove alloggiare lungo il cammino nella Val d'Orcia

L'organizzazione delle strutture di accoglienza lungo la Via Francigena non è capillare ed economica; è bene organizzarsi in anticipo, identificando in ogni tappa una struttura ricettiva adeguata alle proprie esigenze, e soprattutto bisogna pianificare le tappe in funzione della possibilità o meno di trovare un letto al proprio arrivo. Quindi, ecco un piccolo vademecum sull'ospitalità del pellegrino lungo la via Francigena.


Le strutture in Val d'Orcia che fanno parte dell'Ospitalità per il Pellegrino:

  • Montalcino: Parrocchia S. Maria Maddalena, Via San Giovanni, 4, Torrenieri – posti 15
  • San Quirico d'Orcia: Parrocchia Via D. Alighieri – posti 30
  • San Quirico d'Orcia: Maramai – posti 30
  • San Quirico d'Orcia: Foresteria ex Palazzo Pretorio, Via Dante Alighieri, 33 – posti 6
  • Radicofani: Casa d'Accoglienza San Jacopo di Compostella – posti 6


Le tappe

una foto di Torrenieri

Torrenieri - Montalcino

Prima dell'anno Mille, Torrenieri era una mansio, stazione di sosta dove conveniva fermarsi per approvvigionamenti lungo la Via Francigena. Sigerico vi staziona nella tredicesima tappa delle sue 79 soste, e chiama nel suo diario il luogo “Turreiner”.
Esso nacque fra il IX e il X secolo attorno al castello di Torrenieri, il cui nome deriva dal primo fondatore. Conteso nel 1208 dal Comune di Siena per la sua importanza strategica subì numerosi assalti e distruzioni.
Il piccolo borgo, comparso anche nel Decamerone di messer Giovanni Boccaccio, oggi fa parte di una Montalcino poco segnalata ma che merita di essere valorizzata.

San Quirico d'Orcia

San Quirico d'Orcia è un comune della provincia di Siena, di probabile origine etrusca.
L'importanza strategica di questo paesino aumentò gradatamente nell'alto Medioevo per la sua particolare posizione geografica e soprattutto per l'influenza esercitata dalla Via Francigena che lo attraversava, per la quale passarono figure rilevanti del mondo politico ed ecclesiastico europeo.
Al suo territorio appartengono anche Bagno Vignoni, noto borgo termale, e Vignoni. Dal 2 luglio 2004 è stato riconosciuto Patrimonio mondiale dell'Umanità dall'UNESCO, per lo stato di conservazione eccellente del panorama e come prodotto da un'intelligente opera di antropizzazione, che ha avuto una notevole influenza su molti artisti del Rinascimento.

una foto di San Quirico
una foto di Castiglione

Gallina - Castiglione d'Orcia

Il borgo di Gallina è un antico villaggio agricolo, sorto come stazione di sosta per i pellegrini poiché posizionato nel punto dove la via Cassia coincide con la vecchia via Francigena. Chiamato Osteria della Scala, è sempre stato molto frequentato dai viaggiatori in pellegrinaggio verso Roma, sino ai tempi recenti.
Ha conosciuto una forte espansione negli anni del dopoguerra, ma vi sono ancora a testimonianza del suo passato numerosi casali fortificati ed ex stazioni di posta che mantengono conservato il loro aspetto originario.
All'interno della frazione di Gallina passa il quarantatreesimo parallelo terrestre.

Radicofani

Splendida fortezza vicino Castiglione d'Orcia che controllava anticamente il confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, Radicofani offre un bellissimo panorama sulla Val d'Orcia, l'Amiata, l'Appennino e i laghi Trasimeno e di Bolsena.
A Radicofani ebbe la signoria Ghino di Tacco che, impossessatosi della Rocca, spadroneggiò nel territorio con le sue gesta, menzionate sia da Dante sia da Boccaccio.
Per la sua posizione strategica sull'antica Via Francigena, la Rocca di Radicofani venne usata da Papa Adriano IV per arginare l'avanzata di Federico I il Barbarossa che governava la Toscana centro sud.


una foto di Radicofani

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